|
La Piana del Sele non è solo pianura verdeggiante: lungo il suo margine corre per circa 40 chilometri una delle più belle coste tirreniche italiane, un litorale che, da Salerno ad Agropoli, ospita numerose località d’indubbio valore archeologico e culturale. L’eterogeneità e la vastità di questa ricca regione del Salernitano rappresentano un punto di forza: le coltivazioni estensive della piana, i boschi e pascoli naturali delle zone montuose dell’alto e medio Sele caratterizzano un territorio di grande attrazione per l’interesse naturalistico, storico e archeologico dei paesi che lo popolano. Qui la tradizione è fonte di ricchezza e sinonimo di cultura e genuinità. Ciò si riscontra anche sotto il profilo enogastronomico grazie alla presenza di una vasta gamma di prodotti tipici, rispettosi delle più antiche tecniche di coltivazione e produzione e per questo dalle caratteristiche uniche ed inconfondibili
Il “Carciofo di Paestum” IGP (Indicazione Geografica Protetta è il marchio ottenuto nel 2004) , noto anche come “Tondo di Paestum”, dal nome dell’ecotipo locale da cui deriva, è ascrivibile al gruppo genetico dei carciofi di tipo “Romanesco”. L’aspetto rotondeggiante dei suoi capolini, la loro elevata compattezza, l’assenza di spine nelle brattee sono le principali caratteristiche qualitative e peculiari del “Carciofo di Paestum”, che ne hanno consacrato anche la sua fama tra i consumatori. Le caratteristiche commerciali del “Carciofo di Paestum” sopra descritte sono anche frutto di un’accurata e laboriosa tecnica di coltivazione che gli operatori agricoli della Piana del Sele hanno affinato nel corso di decenni. Il clima fresco e piovoso nel corso del lungo periodo di produzione (febbraio-maggio), che caratterizza tale area, conferisce anche la tipica ed apprezzata tenerezza e delicatezza al prodotto.
Le caratteristiche di pregio del “Carciofo di Paestum” IGP consentono a tale prodotto di essere molto apprezzato in cucina, dove viene utilizzato nella preparazione di svariate ricette tipiche e di piatti locali come la pizza con i carciofini, la crema e il pasticcio ai carciofi, particolarmente graditi ai tanti turisti.
Addirittura le sue foglie vengono utilizzate nella produzione di bevande somiglianti al té, e per produrre liquori e dolcificanti non calorici.
 |
|
LA MOZZARELLA
La mozzarella di bufala viene prodotta interamente con latte di bufala.
La sua origine risale agli inizi del XII sec. Il nome proviene da “mozzo”, cioè “troncato”.
I capi sono allevati a stabulazione semilibera; vengono alimentati con erbe di pascoli, mangime, mais, fieno di erba medica, crusca e paglia.
Inoltre, dalla trasformazione del latte di bufala si possono ottenere i seguenti prodotti complementari: burro, ricotta, siero e "acque bianche".
C'è anche la Caciottina, che si ottiene portando il latte bufalino a 30 gradi e aggiungendo caglio di capretto in pasta; dopo la rottura della cagliata si toglie il siero e viene formata la massa.

|
|
.II Fico bianco dottato del Cilento ha una serie di caratteristiche estremamente particolari: la buccia giallo-verde, la polpa abbondante, il gusto dolce, molto dolce. Il Fico bianco dottato del Cilento può essere consumato in diversi modi: fresco, essiccato, trasformato in sciroppo. I fichi secchi, preparati sbucciandoli (o anche con buccia) ed essiccandoli al sole su grate di ginestre, possono essere farciti in vari modi: con noci e mandorle, ricoperti di cioccolata, infilzati con una stecca di legno come fossero..spiedini.

|
OLIO DEL CILENTO
Il colore è giallo paglierino, buone la vivacità e lintensità,l'olio del Cilento è spesso limpido talvolta velato.All'olfatto si presenta con un leggero sentoro di fruttato(anche con note di mela e foglie verde). Al palato, invece si presenta col suo tipico gusto tenue e delicato di oliva fresca, dolce, con leggerissime note di amaro e piccante.E' fluido, presenta sentori di pinolo ed il retrogusto di nocciola e mandorla. L'acidità è sempre inferiore allo 0,7%..

|
VINI DEL CILENTO
I vitigni locali, introdotti ad Elea ed a Paestum dagli antichi colonizzatori greci, trovano nella natura argillosa-calcarea del terreno e nel clima della zona le condizioni per esprimere al meglio la propria personalità.
.
Bianco
Colore: paglierino più o meno intenso;
Odore: delicato, caratteristico;
Sapore: fresco, armonico;
Alleanze tra vino e pietanze: antipasti di mare, legumi con pasta, anche di casa, o verdura, frittate miste; da privilegiare l'abbinamento con lagane e ceci, tortino di formaggio di bufala, pesce spada prezzemolato alla griglia.
Rosso
Colore: rosso rubino;
Odore: vinoso, caratteristico;
Sapore: delicato, asciutto;
Alleanze tra vino e pietanze: carne rossa, grigliata o salsata, peperoni imbottiti, melanzane ripiene o in parmigiana, formaggi di media stagionatura semipiccanti; particolarmente indicato con spiedini di braciolette di maialino e capretto o costate d'agnello scottadito.
Rosato
Colore: rosa più o meno intenso;
Odore: caratteristico;
Sapore: armonico, fresco;
Alleanze tra vino e pietanze: antipasti a base di salumi ( ventresca, soppressata, salsiccia piccante, ecc.) e sott'olio, seppie o calamari ripieni (capperi, olive di Gaeta, pane amalgamato con uovo); di rilievo l'abbinamento con i migliatielli e fegatini di maiale.
Aglianico
Colore: rosso rubino;
Odore: vinoso, caratteristico;
Sapore: asciutto, corposo, sapido;
Alleanze tra vino e pietanze: piatti della grande cucina a base di selvaggina, stracotto di manzo in salsa di Aglianico, castrato o capretto al forno; è in eccellente armonia con fusilli o cavatielli al sugo di castrato; ottimo con i cicoli.

|
|
LIQUORI DEL CILENTO
I liquori cilentani vengono prodotti col metodo della infusione a freddo. I "rosoli" sono quelli più antichi, preparati con alcool e prodotti naturali (fragoline di bosco, more, caffè, ecc.): di modesto contenuto alcolico (dai 20 ai 37 gradi), conservati gelosamente nelle credenze delle famiglie cimentane, venivano consumati nei giorni di festa. Ottima la qualità del nocillo (pregiato digestivo) e del limoncello (utilizzato anche in pasticceria per la preparazione di dolci tipici).
Tipi di liquori: limoncello, rosolio di fragoline, liquore mirtillo, liquore finocchietto, nocillo, liquore di gelse rosse.


|

Miele del Cilento
Il Cilento produce una grande varietà di mieli: di erica, di sulla, di rosmarino, di eucalipto, di castagno, di vitalba, di cardo, di borragine, di agrumi... Sono uno dei frutti della biodiversità di un territorio che garantisce nell’intero arco di un anno la produzione di miele di ottima qualità: le specie vegetali presenti nel Cilento sono diverse così come diversi sono i periodi di fioritura nel corso dell’anno. Ognuno dei mieli prodotti nel Cilento sono millefiori, frutto cioè di differenti nettari: è la prevalenza (al 60/70%) di una particolare essenza che ne determina le denominazioni. Se lungo la costa si trovano varietà a prevalenza di erica, sulla, vitalba o eucalipto, nelle aree interne prevale la produzione del miele di castagno, dal caratteristico colore scuro.
Peculiare di questo territorio sono il miele di corbezzolo (o miele amaro), raccolto in dicembre e gennaio, e il miele di melata, derivato dalle secrezioni zuccherine degli afidi.
L’Associazione Apicoltori del Cilento (la più grossa realtà del settore in regione Campania) si sta occupando dell’acquisizione di un marchio europeo per il miele del Cilento.
Caratteristiche del miele - La fluidità è conferita al miele sia dalla temperatura (quella ideale per una migliore e più lunga conservazione varia tra i 10° e i 12°), sia dall’umidità sia dalla composizione. Per esempio, la prevalenza del fruttosio sul glucosio fa sì che il prodotto si presenti meno solido, come quelli di acacia, castagno e melata; viceversa, i mieli d’arancio, girasole ed eucalipto tendono alla solidificazione. Un’altra caratteristica del miele artigianale è che non ha una data di scadenza, però è preferibile consumarlo entro due anni dalla di produzione.

|
|